Lavorare a Disneyland Paris: dieci cose da sapere prima di cominciare

Primo post riguardante la mia (relativamente lunga) esperienza al parco, spero possa essere d’aiuto a tutti quelli che su Facebook e forum vari spammano a bestia le bacheche con domande ripetute già diverse volte. Qui ci trovate qualcosa in più, più che altro curiosità e informazioni che forse non vi erano ancora giunte all’orecchio/occhio. Per tutti gli altri, sarà indubbiamente un’occasione simpatica per capire cosa succede nel “dietro le quinte” (qui sotto linko anche il video del reportage che hanno trasmesso nella televisione francese qualche settimana fa).

1.  Come si lavora a Disneyland

C’è un sito, si chiama http://www.disneylandparis-casting.com. Navigate, scopritelo, non è complesso, basta inserire la propria candidatura. Se vi risulta troppo difficile capirlo perché è tutto in inglese/francese, forse è meglio che cambiate meta lavorativa.

2. L’alloggio

Non vi preoccupate, ci sono residenze pronte ad accogliervi. Residenze molto cheap, stringete i denti. Se non siete schizzinosi, in ogni caso, è una comodità assurda non dover cercare niente quindi per poco tempo vanno più che bene.

3. Lo stipendio

Si comincia con lo stipendo minimo francese, 1400 euro e rotti lordi al mese. Se comparato con la situazione lavorativa in Italia vanno più che bene.

4. The Truman Show

Disneyland Paris si trova ad una trentina di chilometri da Parigi nella zona 5. Tale area fino a prima che aprisse il parco (1992) era fondamentalmente aperta campagna e non c’era NULLA. Quel nulla è diventato negli anni un conglomerato di comuni con case e condomini nuovi, tutti uguali, dove gli inquilini sono legati, direttamente o indirettamente, al parco. Tutto questo crea un’atmosfera abbastanza inquietante, sembra spesso di essere in mezzo alle case finte di Truman Show, controllati dal grande occhio di Topolino.

5 Le navette

Le navette esistono solo per i clienti degli hotel e si fanno un tragitto di massimo 5 minuti. Per i dipendenti non dotati di autovettura ci sono diverse linee di autobus (una su tutti, la 34) che dai 20 minuti ad una “comoda” mezzora riporta a casa i castmember, ovvero i lavoratori del parco. L’opzione migliore e più rapida, paradossalmente, può spesso rivelarsi il tornare a casa direttamente a piedi. Anche perché si evita di dover avere ancora a che fare con la gente.

6. L’assenza (o quasi) di cast member nordici

Vista la grave situazione di crisi lavorativa italiana, particolarmente nel Sud, la gran parte dei cast member nostrani presenti al parco vengono da Palermo o Napoli, dove spessissimo vengono organizzati i colloqui. Un po’ come funziona per Amici di Maria de Filippi, insomma.

7. Parigi

Parigi è li, a una mezzoretta di RER. Il prezzo del biglietto giornaliero si aggira intorno ai 16 euro e vi permette di visitare le zone dalla 1 alla 5 (in sostanza, potete andare un po’ dappertutto). In determinati periodi (normalmente luglio/agosto) andare a Parigi è gratuito i weekend se si dispone dell’abbonamento mensile zona 4-5. Aggiungo che Parigi è bellissima, ma credo ve lo possiate immaginare.

8. La lingua e i francesi

Il francese che si parla a Disneyland è un francese stretto, a tratti un po’ tamarro, slavato e colloquiale, uomini donne e bambini non fa la differenza. Ci dovete fare l’orecchio, perché per quanto lo abbiate studiato appena arrivati non capirete una beneamata fava. Per lavorare non vi serve un francese da Carla Bruni, se ve la cavicchiate siete a cavallo. Nei momenti di sconforto ricordatevi che la vostra ortografia francese sarà sempre migliore di quella di molti dei vostri colleghi madrelingua. I francesi di per sé sono freddi ma TENDENZIALMENTE educati e professionali.

9 Il parco

Potete andare al parco fondamentalmente quando vi pare e piace e avete il 25% di sconto su prodotti e cibo. Lo sconto per il biglietto di entrata invece è del 10% e se restate più di un mese avete diritto a 6 ingressi gratuiti per i vostri conoscenti. Esistono due parchi più un insieme di negozi/ristoranti e, di conseguenza, un botto di cose da sapere perché vi riempiranno di domande: non disperate, verrete formati, sia in aula sia soprattutto sul campo.

10 Lavorare in hotel

Se come era il caso del sottoscritto il vostro sogno è quello di lavorare in un hotel perché avete studiato -mediazione linguistica inglese-spagnolo all’Università dell’Insubria- e non avete alcuna esperienza, sappiate che con ogni probabilità verrete messi a riempire panini. C’è anche la possibilità di finire a lavorare nelle pulizie, lavoro onestissimo pagato tanto quanto gli altri mestieri. Per gli hotel mettetevi in coda.

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7 pensieri su “Lavorare a Disneyland Paris: dieci cose da sapere prima di cominciare

  1. Ciao ziomuro,
    Sono una ventunenne a cui piacerebbe fare un esperienza di lavoro proprio a Disneyland, ho letto diversi blog e visto diversi video di stranieri che hanno descritto la loro esperienza, ma tu sei il primo italiano che trovo :)
    Se sei disponibile a darmi qualche dritta rispondimi, e vediamo di sentirci per e-mail.

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      1. Ciao :)
        Avrei un paio di domande:
        1-lessi sul blog di un ragazzo inglese che le candidature di chi andava ai casting venivano tenute in considerazione per circa 12 mesi, sai qualcosa a riguardo?
        2-l’unico casting che sono riuscita a trovare sul sito è per la ricerca di parade performer e look Alike a Roma domani. Io ci andró, ma non ci spero perché non so ballare e sia per i dancing che per i non dancing Roles è richiesto un livello di danza base (che non ho ben capito a che corrisponde ). La domanda che vorrei porti è come funziona la mobilita interna? Se per esempio io aspirassi ad un altra mansione, dopo la scadenza del contratto ovviamente, potrei candidarmi direttamente da lì, o dovrei tornare in Italia e fare un altro casting apposta per il lavoro che vorrei fare? Sempre se li organizzano.

        Nel fortuito caso che domani mi va di culo e mi venisse offerto un lavoro, dopo il 6 luglio perché prima non posso partire, ti posso offrire un caffè se lavorerai ancora lì, per la gentilezza ;)

        Ps sto odiano l’autocorrect che mi scrive fischio per fiasco incasinandomi le frasi :@@@

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