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Robbie Williams – The Heavy Entertainment Show: la recensione di Ziomuro Reloaded

Robbie Williams è un magnifico cazzone. L’abbiamo sempre saputo, fin dai tempi dei Take That, dall’anatomia in diretta di Rock Dj, dalle dichiarazioni shock e dalle performance tutt’altro che impeccabili: all’artista piace fare il coglione, consapevole che è proprio questa sua innata simpatia a renderlo irresistibile. Robbie è uno showman, a 360  gradi, e questa sua splendida e genuina consapevolezza l’ha portato, in maniera non dissimile da Let me entertain you, a pubblicare qualche giorno fa The Heavy Entertainment Show, sua dodicesima fatica discografica.

All’interno del disco troviamo un Robbie Williams al 100% delle sue potenzialità: l’album, pur non essendo un concept album tout court, è in sostanza una celebrazione gioiosa della magniloquenza dell’artista, tanto è vero che non avrebbe mai potuto scegliere un titolo più azzeccato. The Heavy Entertainment Show è in sostanza un grande musical, festoso e a tratti sopra le righe, uno spettacolo british pop che soltanto uno come Robbie poteva tirare fuori dal cilindro.

L’album si apre con la dichiarazione di intenti che dà il titolo al progetto stesso e prosegue in modo clamoroso con un pezzo provocatorio e pure un pochino trash come Party like a russian, una dedica agli eccessi e al grezzume degli oligarchi russi accompagnata dalle note (azzeccatissime) di Montecchi e Capuleti di Sergei Prokofiev. Non è ovviamente finita qui, perché l’album non spara le sue migliori cartucce con i singoli di lancio, ma ha molto altro da raccontare. Il suo divertente show sembra infatti essere un compendio di tutto quello che Robbie ci ha regalato in quasi vent’anni di carriera solista: c’è il cazzeggio di Motherfucker, pezzi più squisitamente pop (il pianoforte di Love my life sembra citare la celebre Feel), ci sono i fiati e la teatralità di Sensational e infine il ritorno alle atmosfere electro di Rudebox in Sensitive e nella splendida traccia finale Time on earth. Una piccola perla è infine il duetto con Rufus Wainwright intitolato Hotel Crazy, pezzo particolarissimo dai tratti quasi jazz e hollywoodiani.

The Heavy Entertainment Show è in sostanza un grande ottovolante, dove a momenti di pop altissimi si alternano cadute di stile che però non sono eccessive, ma che rappresentano semplicemente la voglia di Robbie Williams di prendersi poco sul serio e cantare come gli pare e piace a lui, un atteggiamento a tratti strafottente che però ha sempre costituito la chiave di lettura per comprendere appieno la sua musica. Robbie Williams è di quelli che quando sale sul palco possono partire anche decine di stecche ma poco importa perché (e ce lo insegna X Factor) un entertainer vero non deve per forza essere vocalmente perfetto e lui, in questo senso, è uno dei migliori cantanti al mondo

robbie-williams.

TRACKLIST
01. The Heavy Entertainment Show – (03:22)
02. Party Like a Russian – (03:02)
03. Mixed Signals – (03:58)
04. Love My Life – (03:28)
05. Motherfucker – (04:17)
06. Bruce Lee – (03:13)
07. Sensitive – (03:16)
08. David’s Song – (04:14)
09. Pretty Woman – (02:55)
10. Hotel Crazy – (04:25)
11. Sensational – (03:47)
12. When You Know – (04:20)
13. Time On Earth – (04:51)
14. I Don’t Want to Hurt You – (04:18)
15. Best Intentions – (03:44)
16. Marry Me – (03:53)

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