È arrivato il momento di parlare, seriamente, di Ermal Meta

ZIOMURO RELOADED SU FACEBOOK

 

ZIOMURO SU TWITTER E INSTAGRAM

Un paio d’anni fa sono finito al centro di un polverone mediatico (?) per essermi permesso di asfaltare Mika, il grande, irreprensibile [cit] Mika, giudice di X Factor, talento straordinario, personaggio di fama internazionale al quale mamma Rai ha persino concesso un intero one-man show.

Nel pezzo, che potete recuperare qua, sottolineavo fra le altre cose quanto Mika fosse sopravvalutato, per una serie X di ragioni che non starò qui a ripetere. L’articolo divenne virale e diede vita sui social network ad una shitstorm nei miei confronti che difficilmente mi potrò mai dimenticare. Mi ricordo, in particolare, di una ragazza che sul mio profilo Instagram, sotto ad una foto completamente a caso, mi scrisse una cosa del tipo “ti vengo a bruciare casa”.

Fatta questa doverosa premessa, e come sottolineato da questo geniale tweet che condivido con piacere, qualcosa di molto, troppo simile sta accadendo negli ultimi mesi con un personaggio che risponde al nome e cognome di Ermal Meta. Ma andiamo con ordine.

Ermal Meta nasce e cresce in Albania e si trasferisce con la madre in Italia a 13 anni (fonte Wikipedia, se è sbagliato vedete di non cagarmi il cazzo). Nel 2007 il cantante fonda la band La Fame di Camilla, con la quale partecipa fra le altre cose al Festival di Sanremo 2010 cantando il più che gradevole brano Buio e Luce.

Prima di fare ufficialmente il suo debutto come artista solista, Ermal Meta scrive un’infinità di canzoni per alcuni fra i più celebri artisti italiani. Tra gli altri, Marco Mengoni, Lorenzo Fragola, Emma Marrone, Francesco Renga e Giusy Ferreri. Lo so cosa state pensando, state pensando “me cojoni!”, ma negare il peso di questi cantanti nel nostro panorama sarebbe ridicolo, naif e decisamente da radical chic.

Lo stile di scrittura di Ermal Meta è fresco, originale, coinvolgente e privo (quasi del tutto) dei soliti stereotipi della musica italiana. Niente “guardo nei tuoi occhi”, “ti penso”, “sei tutta la mia vita” o “le tue parole fanno male” per intenderci. O, comunque sia, nella sua musica sono cliché presenti in misura molto minore rispetto alla concorrenza.

L’hype su Ermal Meta esplode con il Festival di Sanremo 2017 e con un’esibizione, a dir poco incredibile, di Amara Terra Mia di Domenico Modugno, che garantisce all’interprete consensi incondizionati e gli regala una visibilità tale da assicurargli un’ottima terza posizione (parliamo del bel pezzo “Vietato Morire“, incentrato sul delicato tema della violenza domestica).

Da questo punto in poi, Ermal Meta diventa una star, soprattutto su Twitter. Da questo momento in poi, niente sarà più come prima.

 

Già, perchè i Lupi di Ermal, già piuttosto attivi, iniziano improvvisamente ad ululare. Sia ben chiaro, essere fan di un cantante, per quanto uno possa essere sfegatato, è forse una delle poche soddisfazioni che questa già dura vita ci può regalare. Il problema è quando il fanbase si trasforma in un branco, com’è appunto nel caso dei fan di Ermal, che rispetto a quelli di Mika (che magari, appunto, sono proprio le stesse persone) non sono poi molto diversi.

Se n’è reso conto, fra gli altri, a sue spese anche il buon Alessandro Cattelan, che si è permesso a pochi giorni dal Festival di Sanremo 2018 a scherzare sulla (nemmeno presunta) paternità del brano Non mi avete fatto niente, il pezzo con cui Ermal ha vinto il Festival di Sanremo 2018 insieme a Fabrizio Moro.

Le battute di Cattelan hanno triggerato i fan di Meta, scagliatisi contro il conduttore con spergiuri, insulti, minacce e chi più ne ha più ne metta. Cattelan, in trasmissione, si è quindi concesso di esprimere una sacrosanta verità “su Ermal Meta non si può scherzare”.

 

 

Mettiamo ora da parte un secondo i fan, e focalizziamoci sul personaggio. Che Ermal Meta abbia delle qualità è indubbio. Che il suo ultimo disco, Non abbiamo armi, sia molto valido (seppur non un capolavoro) altrettanto. Che Non mi avete fatto niente non fosse un pezzo inedito, tanto quanto. Sul fatto che si meritasse di vincere il Festival, invece, si possono dire tante cose, per quanto mi riguarda la risposta è che (testo a parte) si tratti di un brano dopo tutto mediocre. Per quanto riguarda l’atteggiamento del suddetto artista sui social, travolto da un’ondata di popolarità inaspettata (e da miliardi di insostenibili meme, che hanno obiettivamente rotto i coglioni) vale invece la pena stendere un velo pietoso.

Nel corso delle ultime settimane, e in più di qualche occasione, Ermal Meta si è infatti reso protagonista di alcune sparate che si sarebbe benissimo potuto evitare. La sensazione, mi duole ammetterlo, è che si sia lievemente montato la testa. Qui sotto i tweet “incriminati”.

 

 

Come spesso succede, da talento creativo, “alternativo” e lontano dalle luci dei riflettori, Ermal Meta si è dunque trasformato nella nuova star del pop commerciale, di quelli che se ne parli male ti devi aspettare, nel breve termine, una chiamata dell’ufficio stampa. O di quelli per i quali è necessario sponsorizzare gli articoli su Facebook, capisciammè.

C’è passato anche Mika, per questa fase, si chiama ciclo di vita di un prodotto, te lo insegnano in tutte le scuole di comunicazione, compresa la mia. Nasci, cresci, ti sviluppi, ma quando arriva qualcun altro, o qualcosa di più interessante, sei naturalmente destinato a crollare. E infatti adesso, dopo il boom di Grace Kelly e la sovraesposizione di X Factor, dell’artista libanese chi ne ha più sentito parlare?

Ermal Meta, dal canto suo, potrebbe rischiare di fare la stessa fine, anche se in fondo non se lo meriterebbe. Visto l’andazzo recente, in ogni caso, non escludo che il karma possa colpire finito il suo imminente tour estivo. E il karma, si sa, è una lurida puttana.

Annunci

Un pensiero su “È arrivato il momento di parlare, seriamente, di Ermal Meta

  1. Penso che non si tratti di maleducazione da parte di Ermal ,ma mero spirito realistico e tangibile coerenza verso tutto ciò che professa nelle sue canzoni ,nelle interviste e che fa parte di lui come persona prima di personaggio. Uomo di cultura,intelligenza e coerenza ,se chi lo critica senza approfondire,perché incapace di attenta sapienza soprattutto alla lingua italiana e.all’educazione,prestasse attenzione alla forma,si accorgerebbe che semplicemente Ermal ripaga maleducazione e ‘ignoranza,atteggiamenti da lui disprezzati, con il sincero sentimento che i suddetti meritano. Ex:prima si saluta e si fa un minimo di conversazione poi si chiede un piacere..ma non sto qui a debellare tutti gli errati esempi da voi citati perché si commentano da soli se si ha il coraggio di ammettere la ragione quando ,anche se fastidiosa, dice l’ evidente!quindi ben vengano,in questo paese che non legge,chiuso mentalmente e aperto solo all’apparenza e ai commenti superficiali e senza basi x poter affermare la propria,persone come Ermal. Saluto cordialmente

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...