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Com’è stata organizzata la riapertura del Bataclan di Parigi

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Parigi, a un mese dagli attentati

“Nessun artista francese ha accettato di riaprire la stagione degli eventi al Bataclan” queste le parole del direttore del teatro parigino, Jérôme Langlet, in un’intervista esclusiva concessa a La Repubblica. Ma non è tutto, neanche gli Eagles of death metal, la band che era sul palco quel dannato 13 novembre, hanno avuto la possibiltà di tornare a suonarci e, se tutto va come pensiamo, non ci torneranno nemmeno pià: il gruppo rock infatti avrebbe calcato troppo l’onda della tragedia.

Riaprire il Bataclan dopo tutto quello è successo, non sarebbe stata un’impresa facile, e questo era piuttosto scontato: non c’erano soltanto le macchie di sangue da ripulire da terra e dai muri, c’erano artisti da convincere, persone da coinvolgere, coscienze da rimettere in sesto. Alla fine, ad un anno esatto dalla tragedia, la sala di concerti parigina, a due pasi da Place de la République, riaprirà finalmente con un attesissimo concerto di Sting (arrivato all’ultimo, subito prima dei Babyshamles) con una nuova insegna e un altro spirito.

Passato lo shock, era ovvio che il teatro avrebbe comunque dovuto riaprire. Alla fin fine, tutto sarebbe dipeso dalla durata dei lavori di ricostruzione e ristrutturazione, che sono iniziati lo scorso 25 marzo grazie ad un centinaio di persone e un totale di 25 imprese per un cantiere costato diversi milioni di euro. Si è trattato, secondo molti, di una corsa contro il tempo: i responsabili del Bataclan avevano in mente la data del 13 novembre, l’anniversario degli attentati e dopo le ultime verifiche di una commissione di sicurezza datate 3 novembre la riapertura è stata confermata. La sala è stata rifatta identica a prima, come da volontà dei proprietati, dal gruppo Lagardère e di Langlet, che ha così commentato quanto avvenuto nelle ultime ore:

È lo stesso Bataclan, ma abbiamo cambiato tutto perché vogliamo che non resti nulla di quella notte di orrore assoluto ma vogliamo allo stesso tempo mantenere l’anima e la storia del Bataclan. Vogliamo restituire la sala al pubblico e agli artisti. Le hall est plus lumineux, mais la fosse, la scène et le balcon ont été rénovés à l’identique. La sécurité a été renforcée : plus de caméras de vidéosurveillance, mais aucun détail ne filtre évidemment.

La hall è più luminosa, ma il parterre, il palco e i balconi sono stati ristrurrati in modo identico a prima. La sicurezza è stata rinforzata: ci sono molte più telecamere di sicurezza ma c0m’è ovvio che sia nessuno si è sbilanciato con ulteriori dettagli a riguardo

Il vero problema, a quanto pare, è stato convincere gli artisti: sempre secondo quanto riportato da Repubblica, nessun artista francese ha accettato di assumersi l’onere e l’onore di tornare a cantare su quel palco. Già riuscire a strappare l’ok a Pete Doherty e i suoi Babyshambles (che terrano un doppio live il 16 e il 17 novembre) non è stato facile, in quanto la band si è strenuamente battuta per suonare prima, magari il 11 o il 12 e avere così la possibilità di riaprire il locale. Nelle loro intenzioni c’era quella di dare vita ad una serata speciale dedicata al cantautore francese Matthieu Chédid insieme ad altri artisti, ma sarebbe stato impossibile. Gli organizzatori hanno così provato a contattare i The Cure e i Metallica ma alla fine è stato Sting ad accettare per primo, anche perchè un live di questo tipo sarebbe stata un’ottima occasione per presentare il nuovo disco 57th & 9TH. Domani, 13 novembre 2016, la sala resterà chiusa per rispetto alle vittime.

Questa sera al Bataclan (cliccando qui potete seguire la diretta di Ziomuro Reloaded) ci saranno 1.500 personnes per un live che è andato ovviamente sold out in poco meno di mezzora. Gli altri 500 posti sono riservati ai giornalisti, alle autorità, ai sopravvisuti alla strage e alle loro famiglie. N0n tutti, ovviamente, hanno accettato l’invito a tornare, ma hanno comunue parlato ai giornalisti della loro esperienza, affinché eventi di questo tipo non vengano mai dimenticati.

Tutti i ricavati del concerto di stasera andranno in beneficienza alle associazioni create per i sopravvissuti agli attacchi del 13 novembre 2015 e alle loro famiglie. Gli organizzatori hanno deciso di non pubblicare alcuna foto del Bataclan prima del concerto di stasera: c’è tanta voglia di rivedere un teatro che ride, che canta, che balla, che si diverte, non certo un Bataclan vuoto.

 

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