marragué santeria cover

Marracash e Guè Pequeno – Santeria: la recensione di Ziomuro Reloaded

Diciamocelo, il rap è diventato roba da fighetti. Non esiste più, a livello italiano, qualcuno veramente in grado di fare la differenza oppure di farti venire quel brividino che ti sale su per la spina dorsale quando arriva quella rima al posto giusto, magari con il giusto gioco di parole. E invece no, ci dobbiamo abituare alle sigle buoniste e brandizzate per Sky o ai tormentoni costruiti ad hoc (con parole a caso) per finire nella pubblicità di un gelato.

Non so voi, ma io i tempi di Inoki e di Joe Cassano me li ricordo e pure piuttosto bene: erano anni in cui il rap non si inventava immagini mai esistite per costruirci un flow intorno ma, al contrario, prendeva ispirazione dalla città in cui nasceva (in questo caso Bologna) per trasformare in parole situazioni e, spesso, anche il degrado della vita quotidiana. Un risultato simile è stato ottenuto da Marracash e Guè Pequeno, che hanno appena pubblicato il loro primo disco congiunto, intitolato Santeria. un album che risolleva e di molto l’asticella dell’attuale rap italiano.

Ieri pomeriggio Ziomuro ha seguito la suggestiva (e devastante) caccia al tesoro che i due rapper hanno organizzato in giro a Milano per permettere ai fan di ascoltare in anteprima qualche traccia del disco: in effetti, ascoltando l’album per intero si comprende perché i MarraGué abbiano fatto questa scelta e posizionato gli IQ code anche in posti particolarmente malfamati o defilati, tipo lo stripclub Pepenero nel quartiere Gallaratese o a maggior ragione il Barrio’s, nel cuore del Quartiere Barona (dove ho pure vissuto per un po’). Santeria è anche e soprattutto un omaggio ad una città che ha cresciuto i due artisti, con tutte quelle contraddizioni e difficoltà che hanno permesso ad alcuni di farcela ma che hanno per forza di cose lasciato qualche vittima lungo la strada (come si racconta in Tony, da ascoltare in Piazza San Simpliciano, in Brera). In questo senso, Santeria è un concept album a tutti gli effetti.

 

 

Il pregio maggiore delle 16 tracce presenti in questo progetto è l’utilizzo di rime dirette, taglienti come non mai, oltre a ottime produzioni (Shablo, 2nd Roof,  Mark Hiroshima) che danno a diversi dei pezzi un irresistibile sapore gangsta, proprio come la copertina, grezza e sgranata ma solo in apparenza. Si comincia a questo proposito con Money, un pezzo definito à la Jay-Z da Marra nel video di presentazione, che avvalendosi di un ritornello r&b forse un po’ wannabe racconta del valore del cash e dei bling bling in un mondo marcio in mano a ricchi oligarchi russi. L’orecchiabilita non è in ogni caso prerogativa di questo solo brano: il vero singolo da classifica di Santeria è in effetti Insta Lova (con un chiaro e clamoroso omaggio a All that she wants degli Ace of Base) dove si parla di una relazione adolescenziale e stupidita tutta costruita sui social. Di fronte ad una canzone così anche il singolo di lancio Nulla accade, alla fin fine, viene ridimensionato.

I pezzi migliori, in realtà, sono decisamente quelli più difficili e meno immediati: alcuni di questi sono quelli più pregni di frecciatine  (in Purdi i due prendono in giro chi si vende l’anima “artistica” per soldi, mentre nella clamorosa Cantante Italiana fanno una geniale analisi su quali artiste nostrane si scoperebbero) altri sono quelli dove si raccontano storie di vite vera da periferia, come Scooteroni, o ancora Quasi Amici, incentrata sulle vie dello spaccio). Particolarmente di impatto anche la cupa Cosa mia, il cui ascolto è piazzato nella centralissima Largo Corsia dei Servi, luogo simbolo della nascita e dello sviluppo della cultura hip hop negli anni ’90 a Milano.

Con la loro Santeria, Marracash e Guè Pequeno hanno in definitiva deciso di riportare in auge un genere di rap che non si sentiva in giro da un po’, omaggiando una metropoli dalle mille sfaccettature (azzeccatissima in questo senso, su Scooteroni, la frase “I posti della tua città dove non sei mai stato tu che sei di lì“) e lanciando shade, neanche troppo velati, a tutti quei colleghi che di recente sembrano avere perso l’ispirazione, quando poi basterebbe farsi uno giro per le strade e avercene a centinaia. Milano, vista con Santeria in cuffia, credetemi che non sarà più la stessa.

Cosa ne pensate di Santeria di Marracash e Guè Pequeno?

marragué santeria cover

Tracklist

1. Santeria (prod. Shablo)
2. Money (prod. Don Joe & Mark Hiroshima)
3. Nulla Accade (prod. Marz)
4. Senza Dio (prod. Zef)
5. Salvador Dali’ (prod. Charlie Charles)
6. Cosa Mia (prod. Mace)
7. Purdi (prod. Don Joe & Mark Hiroshima)
8. Cantante Italiana (prod. Deleterio)
9. Insta Lova (prod. 2nd Roof)
10. Maledetto Me (prod. 2nd Roof)
11. Scooteroni (prod. Pherro)
12. Tony (prod. 2nd Roof)
13. Quasi Amici (prod. Banf)
14. Film Senza Volume (prod. Shablo)
15. Erba & Wifi (prod. Shablo)

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