Il peso delle parole

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Succede che Laura Pausini, in occasione del secondo show (sold out?) al Circo Massimo di Roma, si permette di pronunciare una frase che avrebbe fatto discutere i fan e i giornali molto più del suo concerto stesso. “Beyoncé mi fa una pippa” questa la boutade dell’artista, giunta a poche settimane di distanza dall’On The Run Tour 2 e dalla notizia, ormai confermatissima, che alla cantante statunitense è stato (per ora) negato l’accesso esclusivo al Colosseo di Roma.

Se si fosse trattato di un evento una tantum, una frase caciarona nel bel mezzo di una grande festa, avremmo anche potuto passarci sopra, farci una risata sopra e fare finta che non fosse successo nulla. E invece, Laurona nazionale la sua superiorità (vocale? Di stile? Culturale?) l’aveva già espressa sul palco dello stadio Armando Picchi di Jesolo, in occasione della data zero del Fatti Sentire World Tour.

 

 

Sia ben chiaro: non che Beyoncé sia di per sé intoccabile, tutt’altro. Ma è piuttosto naif pensare che Laura Pausini non fosse consapevole della portata della sua battutina, presunta o reale, anche soltanto considerato il tipo di pubblico che la segue fedele da ormai molti anni.

Neanche a dirlo, sono bastate 24 ore a Laura e al suo team per pubblicare una smentita, lunga, approfondita, anche un po’ piccata. Laura e Beyoncé si vogliono bene, Laura e Beyoncé hanno condiviso il palco del Chime for Change (è già un miracolo se si sono incrociate nei corridoi nel backstage) e tutte le affermazioni di Laura sono state travisate.

Ad essere onesti, in effetti, almeno una grossa dichiarazione di Laura Pausini non l’avevamo compresa. Nessuno di noi, fan, giornalisti, blogger, gente comune, aveva capito (almeno fino alla conferenza stampa di presentazione dello stesso poche ore prima, bonsci bonsci bo bo bon) che il suo doppio concerto al Circo Massimo sarebbe stato in realtà niente di più e niente di meno che l’ennesima tappa di un tour nei palazzetti. Lungi dai numeri di Bruce Springsteen e Rolling Stones, Laura Pausini ha infatti deciso di utilizzare la prestigiosa location romana  per accogliere un pubblico che avrebbe occupato diciamo la metà della sua capienza reale. Uno specchietto per le allodole, insomma, perché il Circo Massimo, checché se ne dica, ha un significato simbolico che va oltre la storia romana e corrisponde proprio al numero di posti, di gran lunga superiore a qualsiasi altro stadio.

A Laura, dopo tutto, è andata bene. Tutti, nel bene o nel male, hanno parlato del suo concerto. In pochi, pochissimi, hanno fatto notare il trucchetto dei posti a sedere, occupati fra le altre cose da una banda di incivili che, in barba a qualunque norma di sicurezza, ci sono saliti sopra con i piedi, bloccando la visuale a chi aveva pagato un biglietto per stare comodamente seduto. Va detto che Laura durante il concerto ha invitato i lorsignori a scendere, senza però ricevere la manforte di chi, sul posto, avrebbe dovuto assicurare l’ordine. Ma di questo, appunto, se n’è parlato poco.

laura pausini.jpg

 

Siamo noi, quindi, ad aver sbagliato. Come sempre. Non abbiamo valutato, nella giusta misura, il peso delle parole di Laura Pausini. È interessante perché proprio nei suoi confronti, in particolare, le parole che utilizziamo le dobbiamo sempre soppesare molto e ci facciamo sempre una grande attenzione. Non sia mai che poi non ci inviti ad un pool party esclusivo.

 

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