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Cari little monsters

Mentre cerco di completare questo sofferto post le lancette scorrono inesorabilmente verso quello che è considerato da molti come l’evento pop per eccellenza del 2016: no, non mi riferisco a nessun premio di Mtv da seguire in diretta ad orari da denuncia, quanto piuttosto all’uscita del nuovo singolo di Lady Gaga, intitolato Perfect Illusion, il primo estratto dal quinto album di Stefani Germanotta sul quale ancora aleggia uno spesso alone di mistero.

È possibile che stiate leggendo queste righe successivamente alla pubblicazione del pezzo (prodotto da una triade d’eccezione composta da Mark Ronson, Bloodpop e Kevin Parker) per cui vi sarete già fatti un’idea (in positivo o in negativo) del pezzo, ma trovo comunque importante condividere qualche mio personale pensiero su questa artista, sulla sua fan base e sulla sua musica, a prescindere che siate dei fan sfegatati o dei semplici fruitori della musica come il sottoscritto.

Io, personalmente, ho un po’ di timore. Penso che sia abbastanza inquietante come la passione per un’artista ti possa portare a vedere la realtà con una sorta di filtro (non credo che paraocchi sia la parola giusta) e convincerti che il tuo idolo sia il punto di riferimento assoluto rispetto al quale giudicare gli altri. La mia paura è dunque quella di leggere a breve troppa gente delirare su quello che Lady Gaga ci offrirà sul suo piatto d’argento, con la personale consapevolezza che ci troviamo di fronte, in ogni caso, ad una delle più talentuose e carismatiche cantanti del panorama internazionale (stavo anche per scrivere “innovative”, ma mi è sembrato giusto cancellare l’aggettivo).

Purtroppo il personaggio creato da Lady Gaga, che ha pregi molto grossi e difetti non altrettanto marcati, ha spinto la comunità dei little monsters a idolatrarla come un Dio sceso in terra, tanto è vero che fin dal momento in cui il singolo è stato annunciato sul web è esplosa una vera e propria mania, come mai si era visto prima, almeno da quanto mi possa ricordare: dalla gente che “urla” a quella che “sviene”, dalle Pop Emergency alle centinaia di finte anteprime del singolo, dai meme alle gif, tutto il web si è mobilitato esprimendo, ancor prima di ascoltare il pezzo, un’eccitazione a livelli quasi maniacali.

Per carità, non è che quando Justin Bieber annuncia l’arrivo di materiale inedito le beliebers non si strappino i capelli dall’emozione, ma c’è da dire che il target di Lady Gaga è spalmato su un range di età di gran lunga maggiore e, nel suo caso specifico, la frenesia colpisce tanto i fan giovani e imberbi appena entrati alle superiori così come i trentenni che avevano scoperto Gaga ai tempi dell’università e che forse in certi casi manifestano un lieve (ribadisco “lieve”) velo di immaturità. Siamo davvero su due livelli molto diversi.

Perché questo infinito e inutile fiume di parole? La risposta cerco di darvela nella maniera più diretta possibile: perché credo, purtroppo, che ai molti dei little monsters in circolazione manchi un fondo di obiettività e distacco che a mio avviso è fondamentale per poter giudicare nella maniera corretta qualunque prodotto discografico. Perfect Illusion di Lady Gaga, in questo senso, potrebbe rappresentare un momento importante in quanto sembra essere uno di quei singoli sperimentali che mescolano pop, venature rock e forse qualcosina di elettronica, mettendo così i little monsters di fronte ad un dubbio: è meglio la Lady Gaga da hit facile e danzereccia di Poker Face o quella più schizofrenica di Aura o Teeth?

In un caso o nell’altro, cari little monsters, spero di cuore che la vostra risposta non sarà dettata da mere considerazioni legate all’iconicità del vostro idolo (che mai vi renderà del tutto oggettivi, temo) quanto piuttosto dalle sensazioni che quella canzone vi trasmetterà, da quanto vi si rizzeranno i peli sul corpo, da quello che quel pezzo in particolare rappresenterà come tassello nella carriera della vostra cantante preferita e da quanto quel testo sia profondo. In questo modo, penso, riuscirete a spiegare anche a chi disprezza Lady Gaga il perché vi piaccia così tanto, non limitandovi almeno per una volta ad semplice “adoro” che di fatto non porterebbe a nessuna discussione (o, perché no, litigio) stimolante, quanto piuttosto ad una comunicazione interrotta sul nascere e unidirezionale.

Rilassatevi, godetevi il momento, alzate il volume nelle cuffie, chiudete la porta a chiave, ballate e cantate davanti allo specchio ma riflettete, mettetevi in gioco. Con questo nuovo approccio Perfect Illusion vi sembrerà persino più bella di quanto vi sareste mai potuti aspettare.

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