Michele Bravi – Il diario degli errori: la recensione e il commento sul testo dei giornalisti in anteprima

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Il Teatro Ariston sta scaldando i motori per il Festival di Sanremo 2017: dal 7 all’11 febbraio prossimo, infatti, ci potremo nuovamente godere su Rai Uno la kermesse canora più prestigiosa e celebre del nostro paese, che per questa occasione vedrà salire sul palco ligure un totale di ben 22 BIG (più 8 Nuove Proposte).

Lo scorso 20 gennaio un gruppo di fortunati giornalisti provenienti da tutte le più celebri e prestigiose testate online hanno avuto la fortuna di ascoltare in anteprima i pezzi in gara al Festival di Sanremo 2017. Qui sotto trovate dunque le prime recensioni e i commenti sui testi delle canzoni, nell’ordine, di Tv Sorrisi e CanzoniRTL 102,5Il Fatto QuotidianoRockol e TvBlog. Ecco i commenti sulla canzone di Michele Bravi, Il diario degli errori.

PS: Cliccando sui nomi delle testate qui sopra trovate gli articoli rispettivi.

Vincitore di X Factor e youtuber di successo, al debutto al Festival Bravi canta una ballata elettronica delicata, in cui gli sbagli fatti durante una relazione finiscono ne “Il diario degli errori”- Da cui, dice nel testo, “almeno tu rimani fuori”:

Coinvolgente nelle armonie e nell’arrangiamento. Un pezzo su cui Michele punta molto. Dove andrà? Difficile dirlo, bisognerà aspettare l’esibizione live.

Federica Abbate, Giuseppe Anastasi)
Una base delicatamente elettronica, gli archi, per valorizzare la voce di Bravi: l’apertura, a differenza di altre ballate in gara, arriva solo alla fine ed è meno enfatica. Ricorda vagamente il pezzo della Michielin dell’anno scorso, come impostazione. Il testo di Mogol è un ragionamento sui propri errori e sulla propria vita (più tipico della mezza età che di un ragazzo di 22 anni, però).
Di cosa parla la canzone: Tu, me, consapevolezza
In breve: Una ballata elettronica

In molti si erano chiesti che fine avesse il vincitore di X Factor con la faccia acqua e sapone e la cadenza umbra che così tanto sembrava promettere. A sentire questa canzone, una black ballad megoniana, e voi sapete quanto le black ballad mengoniane abbiano rotto i coglioni, viene ancora da chiederselo.

Brano scritto da Federica Abbate e Cheope.

Giudizio TvBlog: brano lento, a volte quasi sussurrato, scandito, perfetta per raccontare le riflessioni sul passato vissuto e sulle relazioni che finiscono. Ci sono abbastanza archi per aumentare il pathos, forse non abbastanza per catturare il pubblico di Sanremo.

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