Rio 2016

Tutta (o quasi) la musica che abbiamo ascoltato alle Olimpiadi di Rio 2016

Le Olimpiadi di Rio 2016 si sono ormai concluse, lasciando al sottoscritto, e a migliaia di appassionati di eventi come questo, un vuoto sinceramente incolmabile: sono state due splendide settimane di sport, di emozioni, di lacrime, di capelli diventati bianchi (o persi, a seconda) e nel caso di questa edizione anche di nottate passate a tirare giù i santi del paradiso di fronte al televisore, cercando però di non svegliare i vicini.

In un paese come il Brasile, tropicale, caloroso e passionale, era scontato che la musica avrebbe avuto un ruolo di primo piano: non solo all’interno dei palazzetti che hanno ospitato le gare o nel gigantesco Maracana, ma anche e soprattutto in giro per le strade, nelle sale adibite alle conferenze stampa e nei cuori dei giocatori che in diverse occasioni hanno sottolineato come la musica fosse una parte fondamentale della loro routine.

Per l’occasione, ho pensato di ricapitolare tutte le volte in cui la musica ha giocato un ruolo importante o quantomeno di primo piano nel corso delle Olimpiadi di Rio 2016: lungi da me voler citare ogni singola canzone che è stata suonata o cantata perché non me le sono certo segnate tutte, mi sembrava comunque un’idea carina rendere omaggio ad un evento che mi ha emozionato come poche altre volte proprio in funzione della mia passione più grande.

 

La Cerimonia di apertura e gli inni ufficiali

Forse non tutti sanno che le Olimpiadi di Rio 2016 hanno avuto un inno ufficiale, passato però incredibilmente del tutto inosservato e mai trasmesso, né durate le cerimonie ufficiali né durante le partite, almeno per quanto io possa avere visto: il titolo del pezzo era  Alma e Coração, firmato dai due artisti brasiliani Thiaguinho e il rapper Projotascomparsi anche in apertura dei giochi e sostituiti, se così possiamo dire, da due mostri sacri come Gilberto Gil e Caetano Veloso accompagnati dalla splendida cantante Anitta con la quale hanno cantato Isto aqui o que é..

Dall’altra parte dello stretto di Panama, nel frattempo, un altro inno (questa volta non ufficiale) delle Olimpiadi di Rio risuonava nelle televisioni con una certa frequenza: stiamo parlando di Rise di Katy Perry, canzone scritta appositamente per la colonna sonora della copertura olimpica della NBC e pubblicata qualche settimana prima dell’inizio dei giochi, a sorpresa, come ideale omaggio alle vittime della strage di Nizza.

 

Gli atleti, la musica e il ritmo nel sangue

Non bisogna necessariamente essere delle farfalle da ginnastica artistica per poter dimostrare a tutto il mondo di avere il ritmo nel sangue: a poche ore dall’inizio delle Olimpiadi, per esempio, Usain Bolt ha stupito tutti ballando la samba insieme ad un gruppo di ballerine subito dopo una noiosa conferenza stampa, conclusasi in bellezza proprio grazie alla sua performance. L’atleta giamaicano si è inoltre lasciato andare, dopo la vittoria dei 100 m piani, in una cover acappella di One love di Bob Marley, dedica accorata al paese che gli ha dato i natali.

Anche Michael Phelps, il campione dei campioni del nuoto mondiale, si è dimostrato un grande appassionato di musica, sottolineando nel corso di diverse interviste di caricarsi con la musica di Eminem prima di entrare in vasca. Il nuotatore è stato inoltre protagonista (in modo simile a quanto accaduto con le Olimpiadi di Londra del 2012) di uno speciale Carpool Karaoke molto pop in compagnia della squadra di nuoto statunitense, che tanto per cambiare si è portata via tre quarti delle medaglie disponibili.

Menzione d’onore poi per il balletto di David Katoatau, del Kiribati, subito dopo il suo risultato nel sollevamento pesi. Il video della sua performance è ovviamente diventato virale.

 

Palazzetti scatenati

Ad accompagnare le gare degli atleti all’interno dei palazzetti e le arene dove si sono svolte le Olimpiadi di Rio (su tutti, il Maracanazinho e l’Arena Olimpica do Rio) è stata una selezione dei brani pop e dance più in voga ed energici in circolazione: impossibile, in questo caso, stilare una lista completa dei pezzi trasmessi fra un set o un punto e l’altro, ma vi basti sapere che le nostre orecchie hanno potuto percepire, fra le altre, le note di Single Ladies di Beyoncé, Intoxicated di Martin Solveig, YMCA dei Village People, We will rock you dei Queen e Volare dei Gipsy Kings.

 

 

Le scelte della delegazione italiana

Tralasciando quello che è ormai diventato un inno generazionale di self-empowerment come Andiamo a comandare di Fabio Rovazzi (cantato dagli atleti italiani mentre erano diretti alla Cerimonia di Chiusura al Maracanã) possiamo parlare di musica in riferimento alla squadra italiana facendo accenno alle scelte attuate dai team di due discipline come il nuoto sincronizzato e la ginnastica ritmica.

Da un lato il nuoto: il duo Costanza Ferro e Linda Cerrutti hanno scelto Sweet Dreams degli Eurhthmics nella versione di Emily Browning, mentre il team italiano in finale ha optato per una musica appositamente composta dal compositore Michele Braga. Come vi avevo già raccontato qui, c’è anche chi si è spinto un po’ più in là e ha preferito i Nightwish.

Dall’altro, troviamo le ragazze dell’atletica leggera: la squadra italiana si è aggiudicata un (amaro) quarto posto con un tris tutto italico composto dalla Tammuriata Nera, da Tu sì na cosa grande nella versione di Massimo Ranieri e Nessun dorma di Luciano Pavarotti. Ad aver puntato sul pop più spudorato sono invece state le ginnaste della squadra dell’Ucraina, esibitesi sulle note di Vogue di Madonna, e l’australiana Danielle Prince, che ha “ballato” Americano, uno dei pezzi più belli contenuti in Born this way di Lady Gaga.

 

Le canzoni degli spot Rai

La Rai è l’unica rete ad aver avuto il privilegio di trasmettere tutte le competizioni di Rio 2016, diventando fra l’altro oggetto di aspre critiche da parte di molti utenti e telespettatori che hanno lamentato una scarsa (e confusa) copertura dell’evento sportivo. Un altro dei motivi che ha suscitato, più che polemiche, fastidi è stato il martellante utilizzo degli stessi identici spot pubblicitari, una decisione ovvia e scontata (durante Sanremo funziona lo stesso principio, solo che dura di meno) che però ci ha fatto uscire dalle orecchie (per non dire peggio) le canzoni diventate così la nostra ideale colonna sonora delle Olimpiadi.

Fra queste, ricordiamo in particolar modo lo spot della Omega, che ha suscitato per altro grande curiosità riguardo al suo interprete. Leggermente più piacevoli gli altri due pezzi che ci hanno quotidianamente accompagnato in queste ultime due settimane: mi riferisco alla canzone dello spot Vodafone e a quella dell’app Rai Sport dedicata ai Giochi Olimpici.

La Cerimonia di chiusura

La parola fine ai Giochi Olimpici di Rio 2016 è stata posta in uno stadio Maracana vittima di un diluvio universale che ha costretto atleti e artisti a ballare, esibirsi e festeggiare sotto una pioggia incessante.

Fra un giro di scatenata samba e l’altro (musica che ha accompagnato telespettatori e sportivi fino a tarda notte) si sono fatti vivi anche la leggenda Martinho da Vila che ha incantato tutti con Carinhoso, Mariene de Castro (che ha condotto allo spegnimento del bracere) e infine il dj Kygo, che insieme a Julia Michaels ha presentato in anteprima il suo nuovo singolo Carry me.

 

L’appuntamento con i Giochi Olimpici è dunque fissato fra altri 4, lunghissimi anni: la prossima volta sarà Tokyo ad avere l’onore di ospitare questa manifestazione, con la speranza che il calore, anche musicale della Cidade Maravilhosa resti immutato. Le premesse, in ogni caso, sembrano essere piuttosto buone!

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